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Come abbiamo visto insieme su questo blog, oggi esistono una grande varietà prodotti a base di CBD sul mercato.
Ci sono molti modi per poter estrarre il CBD dai fiori di canapa, ognuno di essi ha vantaggi e svantaggi che riguardano sia la qualità del prodotto, sia il tipo di estrazione che viene fatta.

Oggi voglio farvi conoscere i metodi più comuni attraverso i quali è possibile estrarre CBD, così che possiate avere un’idea chiara di come è stato fatto il vostro prodotto preferito.

estrarre cbd

 

Il Cannabidiolo(CBD) è un composto non psicoattivo presente per natura nei fiori di canapa, ha moltissime proprietà terapeutiche e tutt’ora sono in continua scoperta.
Se ancora non lo conoscete, vi consiglio di leggere l’articolo specifico in cui ne parlo a 360°.

Lo potete trovare a questo link: Cos’è il CBD?

Per poter produrre un prodotto contenente CBD, viene da se che prima bisogna estrarre quest’ultimo dai fiori di canapa.
Ci sono molti metodi per farlo, ognuno ha i suoi vantaggi e svantaggi.
Qua vi riporto le tecniche più comunemente utilizzate per estrarre questo composto magico dai fiori di cannabis.

 

Estrazione tramite solventi

Il metodo più rudimentale in cui viene estratto il CBD, si basa sull’utilizzo di solventi.
Il primo passo consiste nel far decarbossillare le infiorescenze di cannabis, processo attraverso il quale si attivano i composti chimici presenti al loro interno.

Una volta decarbossillate le infiorescenze, vengono immerse in un solvente liquido che stacca da loro tutti i composti chimici, come cannabinoidi e terpeni. Generalmente vengono usati il butano l’esano o l’etanolo.

Una volta che il solvente viene fatto scorrere attraverso le infiorescenze, bisogna far si che la parte liquida evapori, così da lasciare solamente i composti. Ovviamente questo processo è molto pericoloso in quanto stiamo parlando di solventi, quindi sconsiglio altamente di farlo in casa.

Una volta che il solvente sarà evaporato completamente, rimarranno solamente il CBD, i terpeni e materia vegetale (e a volte, anche piccolissime tracce di THC).

Questa tecnica è sicuramente economica, ma non è la migliore. Vi spiego perché.

Come accennato in precedenza, quando si ha a che fare con i solventi, il rischio è quello che esplodano o prendano fuoco. Cosa che può succedere anche per una piccola distrazione. Motivo per cui è raccomandabile eseguire questa tecnica solo se siete degli esperti e avete a disposizione un laboratorio che vi permetta di eseguirla in sicurezza.

Oltre a questo, se non si hanno i mezzi e le conoscenze necessarie per estrarre il CBD con i solventi, si rischia di contaminare il prodotto ottenuto lasciando piccole tracce di solvente al suo interno, cosa piuttosto pericolosa per la salute del consumatore finale.

Non solo. Questo metodo fa si che vengano estratti dalla pianta anche la clorofilla, cera, e altre sostanze vegetali. Andrete a produrre un CBD di scarsa qualità, di colore scuro e con un sapore amaro.

Per questi motivi le aziende professionali evitano di produrre CBD usando i solventi.

 

Utilizzare l’olio

Con questo metodo, invece, chiunque può estrarre il proprio CBD da casa, in sicurezza. Sia per la sua facilità, sia per l’assenza di rischi, sia per il fatto che non servono grandi attrezzature.

Il primo passaggio è in comune al metodo precedente, bisogna far decarbossillare i fior di canapa.
Fatto questo, bisogna letteralmente immergere i fiori decarbossillati in olio di oliva e scaldarli per alcune ore. Visto che i canabinoidi si legano ai grassi(non solo quelli contenuti nell’olio) si va a creare una vera e propria infusione.

Una volta finito questo procedimento si può lasciar raffreddare il prodotto ottenuto, che verrà successivamente privato di scorie e materia vegetale, così da poterlo consumare direttamente.

Questo metodo è sicuro, ma è anche vero che andremo ad estrarre una quantità di Cannabidiolo molto bassa. Per questo motivo le aziende serie e professionali evitano anche questa metodica, non massimizza il risultato.

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CBD estratto a mano

C’è anche un altro modo in cui possiamo ottenere CBD estratto senza solventi: attraverso la pressione, lo sfregamento o l’applicazione di calore.

Se volessimo ottenere un Kief ad alta concentrazione di CBD, per esempio, bisognerebbe congelare le infiorescenze (al fine di far staccare facilmente i tricomi) sbatterle su una rete fitta, raccogliere la sostanza vegetale che passa attraverso la rete, e compattarla usando acqua e sfregamento delle mani. Ne verrebbe fuori un concentrato bello potente.
E’ la stessa cosa che viene fatta quando si trita la cannabis tradizionale nei grinder con la rete, la polverina che cade di sotto viene poi compattata e utilizzata. Quella sostanza viene chiamata Kief.

Attraverso pressione e calore è possibile produrre anche un altra forma di concentrato: il Rosin
Questo video mostra il procedimento per ottenerlo attraverso strumentazioni professionali.

 

Comunque, a meno che non decidiate di incaricare un’azienda che dispone di queste attrezzature (molto costose), optando per il fai-da-te, otterrete anche i questi casi una bassa concentrazione di CBD.

 

Estrarre CBD: tramite Anidride Carbonica supercritica

Questo, a mio avviso, è il metodo migliore per l’estrazione del CBD. E’ una tecnica di ultima generazione, personalizzabile, attraverso la quale si ottengono i risultati migliori.

Questo metodo è quello usato per estrarre il CBD contenuto nell’olio al CBD CbWeed.

Nella pratica, si manipola l’anidride carbonica, ovvero la CO₂, fino a renderla supercritica. Significa che acquista le qualità sia di un liquido che di un gas. A questo punto la si fa passare attraverso le infiorescenze di canapa a temperature ed angolazioni diverse così da farle trascinare via tutti i terpeni e i composti attivi (cannabinoidi). Questo processo di chiama frazionamento.

Usando questa tecnica, si ottengono concentrati puri di colore scuro, non si utilizzano additivi ne contaminanti. Si ottiene un prodotto concentrato di altissima qualità, completamente privo di materia vegetale e ad altissima concentrazione di CBD.

 

Estrarre CBD: Altri vantaggi dell’Anidride Carbonica

Questo tipo di estrazione ha un grande vantaggio se paragonata agli altri metodi di estrazione.
La CO₂ infatti, quando passa attraverso le infiorescenze di cannabis, raccoglie solamente i canabinoidi e i terpeni, producendo una sostanza completamente priva di materiale superfluo. Questo lo rende un metodo ideale anche per le grandi aziende produttrici di Olio al CBD, anche perché ne risulterà un prodotto completamente privo di sostanze chimiche.

Viene da se che non si può praticare in casa, per via del costo elevatissimo delle attrezzature e della difficoltà nella messa in opera. Viene principalmente usato dai grandi laboratori che producono CBD.

 

 

Ora che vi siete fatti una chiara idea di come viene estratto il CBD, avete le armi necessarie per richiedere un prodotto di alta qualità, cosa fondamentale per la salute.
Se avete domande, scrivetemele pure nei commenti o sui nostri social: CbWeed shop – Modena

 

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[ Articolo scritto da Giacomo, CbWeed shop Modena ]

 

[Questo articolo (come tutti gli altri in questo blog) è a solo scopo informativo, non intende in alcun modo incitare all’uso di sostanze stupefacenti. L’azienda non è responsabile dell’utilizzo che l’utente finale farà di queste informazioni ne della loro divulgazione attraverso canali che non sono strettamente legati al negozio CbWeed Shop – Modena .
La cannabis in Italia è legale solo sotto prescrizione medica e il THC è nella tabella delle sostanze considerate droganti.]