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erba legale

L’erba legale, cosìddetta cannabis light non è solo un grande business per agricoltori e imprenditori, è servita anche a far calare lo spaccio di cannabis illegale.
Nel piccolo del nostro settore, e nonostante le grandi lacune legislative, in Italia è andata allo stesso modo che nei paesi in cui la cannabis è legale dal punto di vista ricreativo: dal momento che la gente ha accesso libero alla sostanza, come è giusto che sia, preferisce recarsi nei negozi ad acquistare una sostanza controllata, sulla quale si pagano le tasse, piuttosto che rivolgersi agli spacciatori.
Nonostante in Italia, la cannabis light venga proposta per motivi legali come prodotto tecnico o da collezione, tutti sanno che le persone che l’acquistano lo fanno per fumarla, e il fenomeno ha quindi contribuito a far calare lo spaccio di quella illegale.

 

L’ERBA LEGALE RIDUCE IL CONSUMO DI CANNABIS TRADIZIONALE?

A distanza di 2 anni dall’ “inizio” di questo mercato, è finalmente possibile iniziare a studiare gli effetti che questo commercio ha avuto sul consumo di cannabis tradizionale, e la risposta è sì!!
Lo è secondo questo studio (che ha come focus quello di analizzare come il mercato di cannabis light abbia influenzato quello della marijuana).
Si tratta di una ricerca condotta dai dipartimenti di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università di Salerno insieme al dottor Leonardo Madio dell’Università di York che hanno impostato un modello di studio per rispondere a questa importante domanda.

ERBA LEGALE: LO STUDIO

I ricercatori hanno confrontato e incrociato i dati relativi ai sequestri di cannabis su base provinciale con quelli relativi alla presenza di negozi che vendono cannabis light.
Lo studio analizza i dati fin dall’introduzione della legge numero 242 a dicembre 2016 per poter studiare l’andamento dei due mercati.
Vengono prese in esame anche le condizioni che sono favorevoli alla coltivazione della cannabis per poter ottenere risultati ancora più indicativi.

I RISULTATI

I risultati parlano chiaro: “L’introduzione della cannabis light ha portato a una riduzione tra l’11% e il 12% dei sequestri di marijuana illegale per ogni punto vendita presente in ogni provincia e a una riduzione dell’8% della disponibilità di hashish”. E non solo, “i calcoli su tutte e 106 le province prese in esame suggeriscono che i ricavi perduti dalle organizzazioni criminali ammontino a circa 200 milioni di euro l’anno” e che per ogni punto vendita si possa associare una diminuzione nei sequestri di 6,5 kg l’anno.
A questi risultati bisogna aggiungere che vengono presi in considerazione solo i dati relativi alla cannabis sequestrata (assolutamente la minor parte), senza poter tenere conto dell’intero indotto di smercio.

CONCLUSIONI

Le conclusioni di questo studio sono più di una.
Prima di tutto riguardo al consumo di cannabis light (che risulta realmente alternativo a quello della cannabis tradizionale), affermando quindi l’esistenza di un target importante di persone che preferisce le infiorescenze light proprio in virtù del fatto che non “sballano”, generando un’esperienza di consumo apprezzata per gli odori e i sapori così simili a quelli che caratterizzano la sostanza illegale, oltre che ai benefici del cannabinoide principale CBD – non psicoattivo.
Bisogna poi ricordare che questo studio analizza la situazione italiana dove la criminalità organizzata coinvolta nello spaccio di stupefacenti è una presenza fortissima sul territorio, rendendo quindi emblematica questa situazione di concorrenza tra i due mercati.
Questo primo studio ha posto le basi perché ulteriori ricerche specifiche si spingano oltre fino a dimostrare la relazione tra i due mercati ed aprire un’analisi scientifica che dimostri ancora una volta che la legalizzazione di questo settore, ma soprattutto l’impegno a normarlo anche per quanto riguarda il consumo umano, sia l’unica strada percorribile.

[ Fonte articolo : canapaindustriale  ]
[Questo articolo (come tutti gli altri in questo blog) è a solo scopo informativo, non intende in alcun modo incitare all’uso di sostanze stupefacenti. L’azienda non è responsabile dell’utilizzo che l’utente finale farà di queste informazioni ne della loro divulgazione attraverso canali che non sono strettamente legati al negozio CbWeed Shop – Modena .
La cannabis in Italia è legale solo sotto prescrizione medica e il THC è nella tabella delle sostanze considerate droganti.]