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Questo ragazzo ha scelto di usare il CBD per trattare l’ADHD, ovvero il disturbo da deficit dell’attenzione.

cbd contro adhd

Photography by Georgia Love for Herb

 

Tyler Hurst non aveva amici al college. Il suo disturbo da deficit dell’attenzione (ADHD) lo rendeva impulsivo, super stimolato e influenzava notevolmente la sua capacità di comunicare con le persone. Aveva bisogno che i suoi coetanei stessero al suo passo quando parlava e aveva sempre paura di balbettare, perché il suo pensiero correva molto più velocemente di quanto non potesse fare il suo dialogare.

“Ero sempre in anticipo, o in ritardo nelle conversazioni. Mai in sintonia con quanto stesse succedendo” spiega Hurst. “Avevo problemi a relazionarmi con chiunque, perché la mia mente funzionava in maniera diversa, e questo infastidiva o turbava le persone intorno a me”.

A quel tempo, gli fu diagnosticato un disturbo bipolare invece che l’ADHD. Gli furono somministrati farmaci al litio e farmaci antidepressivi popolari come il Prozac, ma non fecero nulla contro i suoi sintomi. Fino a quando non si è laureato, quel giorno decise di andare da un altro psichiatra, che gli diagnosticò un disturbo da deficit dell’attenzione, non di depressione maniacale, e gli prescrisse il Ritalin.

 

Trattamento tradizionale contro ADHD

Prima di prendere degli stimolanti, Hurst descriveva il suo disturbo come “nebbia cerebrale”. E’ uno scrittore, e gran parte della sua autostima ruota attorno alle sue idee per la produzione di nuove opere. Ma aveva solo “versioni sfocate” di quelle idee, e – Hurst spiega – tutto ciò era molto frustrante, fino a quando i farmaci stimolanti non le hanno rese più chiare. “La seconda volta che ho preso farmaci per ADHD la mia prospettiva è cambiata notevolmente”

Il Dott. Edward Hallowell, esperto di ADHD e autore di alcuni best seller del New York Times afferma che “i farmaci stimolanti sono i migliori per il trattamento del disturbo da deficit dell’attenzione” opinione tra l’altro popolare tra i medici. Infatti nel 2011 in America sono state fatte 50 milioni di prescrizioni per farmaci stimolanti.

Hallowell dice che le persone con disturbo da deficit dell’attenzione lottano in molti modi. “Le prigioni sono piene di persone con questo disturbo che non gli viene mai diagnosticato” – afferma. Lo spiega perché le persone con ADHD possono avere a che fare con comportamenti impulsivi, sconsiderati e con abitudini tossiche. “Nel casi peggiori, vivere con questo disturbo può risultare un vero inferno”

Uomini e donne adulti con ADHD potranno facilmente condizionare negativamente le loro relazioni affettive, potrebbero avere problemi notevoli nel mantenere o trovare un posto di lavoro, e questi erano proprio i problemi che stava affrontando Hurst nel momento in cui aveva deciso di smettere la terapia con i farmaci stimolanti.

 

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Photography by Georgia Love for Herb

 

Effetti collaterali del farmaco Adderall

Farmaci stimolanti come il Ritalin (che è un metilfenidato) o come l’Adderall (che è un’amfetamina) aiutano chi soffre di ADD/ADHD a “ralentare il pensiero” e a concentrarsi meglio, ma hanno anche una lunga lista di effetti collaterali. Hallowell dice che l’effetto collaterale più comune è la perdita di appetito. Anche battito cardiaco accelerato, e alta pressione del sangue sono piuttosto tipici, come mal di testa, insonnia e tremori. “Tutti effetti che sono facilmente controllabili smettendo la terapia” – dice Hallowell.

Ma Hurst è stato colpito più duramente da questi farmaci, principalmente causandogli una grande ansia. Dice di aver sempre e costantemente avuto un “ansia notevole” per tutto il periodo in cui assumeva Ritalin e Adderall, che si manifestava con sintomi fisici come la sudorazione, anche se faticava a rendersene veramente conto.

Era molto difficile dormire in quegli anni. Sebbene prendesse l’Adderall alle 5 di pomeriggio, Hurst consumava bevande ricche di caffeina durante la giornata che lo tenevano sveglio la notte. Poi doveva prendere dei sonniferi da banco come Tylenol PM o fare esercizio fisico fino ad arrivare allo stremo, così da poter finalmente riuscire a prendere sonno la notte. Ma anche in questo modo non riusciva a prendere sonno normalmente, e raramente riusciva a fare dormite davvero riposanti. Ovviamente tutto questo influiva notevolmente sul suo umore causandogli sempre più ansia e comportamenti irregolari.

 

Le medicine per ADHD non stavano funzionando

Hurst voleva smettere di prendere l’Adderal, e ha provato con farmaci non-stimolanti, come lo Strattera. Il problema è che quest’ultimo lo rendeva incredibilmente depresso e spesso gli faceva avere pensieri terribili, come il suicidio. Pensava spesso a dove avrebbe potuto suicidarsi così che nessuno potesse trovare il suo corpo.

“Pensavo addirittura che fosse normale, non mi rendevo conto di quanto fossero gravi i miei pensieri” – afferma.

Alla fine a Hurst fu prescritta una combinazione di Adderal e Lexapro – un antidepressivo. Ma dopo sei anni di stimolanti ha provato molti dei loro effetti collaterali, e ha deciso di smetterli del tutto.

Prendendo quotidianamente Lexapro e grandi dosi di caffeina, a soffrirne sono stati anche il suo lavoro e le sue relazioni affettive. Era scontroso, agitato ed intollerante con le persone, talmente “senza peli sulla lingua” da offendere con schiettezza i colleghi che lavoravano con lui alla rivista di cui era redattore.

Alla fine quella rivista fallì, fu un enorme delusione per Hurst. “I miei comportamenti erano alla base dei problemi per cui la rivista non andò mai avanti” -afferma. Hurst cambiò molti altri lavori, ma il suo disturbo da deficit dell’attenzione non gli permise di mantenerne nemmeno uno. Aveva problemi a star seduto alla scrivania, a stare concentrato, ad essere attento alle riunioni. Non gli passavano più le telefonate e metteva sotto stress chiunque, colleghi e clienti compresi. Per colpa di questo disturbo rimase senza lavoro per più di due anni.

Aveva bisogno di un cambiamento.

 

Photography by Georgia Love for Herb

 

Marijuana per il trattamento di ADHD

Hurst cominciò a fumare cannabis a scopo ricreativo, nel bel mezzo della sua battaglia contro il disturbo da deficit dell’attenzione. Lo faceva sentire bene – dice – calmava la sua ansia, aveva effetti benefici sia sul fisico che sulla mente. Aveva anche notato che riusciva a svolgere molto più lavoro di prima. Quando la sua partner andava a dormire, lui riusciva a lavorare ininterrottamente, svolgendo in tre ore una mole di lavoro che solitamente ne richiedeva nove o più.

Si trasferì a Portland, in Oregon. In quel periodo divenne un paziente di cannabis terapeutica, e sperimentò nuove varietà e prodotti medici a base di canapa. Hurst cominciò ad assumere cannabis terapeutica anche come trattamento per il disturbo da deficit dell’attenzione, ma si rendeva conto che il THC non era adatto a lui in quanto gli dava problemi con la memoria a breve termine, rendendolo meno produttivo.

 

Olio al CBD per la concentrazione

Quando Hurst cominciò a sperimentare varietà di cannabis con un alto tenore di CBD e basso di THC, le cose cominciarono ad andare per il meglio. “Fumando CBD ho notato che mi dava un incredibile sensazione di calma, ero capace di fare cose che con il THC non erano possibili, nonostante mi facesse comunque sentire calmo, ma con qualche ripercussione sulla memoria e la stanchezza” – afferma Hurst.

Hurst spiega come il CBD calmasse la sua mente e il suo corpo, che erano costantemente in tensione causa del disturbo da deficit dell’attenzione, cosa che gli causava un iper-consapevolezza di ciò che lo circondava. Per esempio, anche solo sentire un soffiatore di foglie per la strada gli faceva perdere completamente la concentrazione e lo rendeva agitato e irritato. “Quello che il CBD ha fatto, è stato rendere queste cose meno importanti, permettendomi di passare oltre, e di continuare a svolgere una vita normale anche in presenza di questi eventi del tutto normali. Li noto ancora, ma ci do meno importanza” – dice Hurst.

“Poiché il mio stato di riposo, è sostanzialmente uno stato di agitazione (causa di ADHD), trovare un modo di disinnescare questo meccanismo, senza prendere farmaci è davvero difficile”  afferma Hurst. “Il CBD mi ha reso capace di affrontare gli eventi della vita quotidiana, normali per qualsiasi persona che non soffra di questo disturbo, ingestibili per me. Rendendomi capace di rimanere concentrato in qualsiasi circostanza”

 

CBD come trattamento per ADHD: cosa dice la scienza

Photography by Georgia Love for Herb

 

Dopo qualche mese di utilizzo di infiorescenze di cannabis ad alto contenuto di CBD, Hurst ha potuto finalmente smettere di assumere Lexapro, cominciando un percorso di sola cannabis terapeutica. Ha cominciato a prendere diversi prodotti di questo tipo, in particolare, era molto efficace e di suo gradimento l’olio con un rapporto di CBD / THC 5:1 o 6:1.

Hurst non è l’unica persona con il disturbo da deficit dell’attenzione ad usare cannabis terapeutica e olio al CBD.

Uno studio del 2017 ha dimostrato che la cannabis migliora significativamente l’iperattività e l’impulsività. Ha anche “indicato” un miglioramento della disattenzione, delle performance cognitive e della labilità emotiva, portando i ricercatori ad affermare: “Il disturbo da deficit dell’attenzione può rappresentare un gruppo di individui che ottengono un miglioramento cognitivo e una riduzione dei sintomi da ADHD grazie all’uso dei cannabinoidi

Il Dottor David Bearman, importante ricercatore medico nel campo della cannabis e autore del libro “Cannabis Medicine: A guide to the practice of Cannabinoid Medicine” sostiene che il sistema endocannabinoide aiuti le persone che soffrono di ADHD e ADD “modulando la velocità della neurotrasmissione”.

Sostanzialmente, la cannabis “caccia via” la dopamina dai loro siti di legame, e la sostituisce con i cannabinoidi. Questo provoca impulsi neurali più lenti, “il che significa che hai, di base, meno competizione tra concetti, idee e altri tipi di input neurali in ciascuno dei lobi frontali” – afferma Bearman.

Neurologicamente parlando, gli stimolanti agiscono sulla dopamina nel cervello in modo simile. Sebbene interagisca in modo diverso con il sito di legame, il risultato è quello: gli stimolanti causano anche “impulsi neuronali che si muovono più lentamente verso il cervello” – spiega Bearman.

 

CBD contro ADHD: dosaggio

Photography by Georgia Love for Herb

 

Circa un anno fa, Hurst ha trovato un olio al CBD che ha fatto al caso suo, e da allora è stata il suo principale mezzo per il trattamento del disturbo da deficit dell’attenzione. Lui prende dai 5 ai 10 mg di CBD 2/3 volte al giorno – al mattino, al pomeriggio e alla sera.

Anche vaporizzare infiorescenze  a basso contenuto di THC e alto di CBD è parte della sua routine. “Il THC basso è la chiave di svolta” – afferma Hurst.

Bearman è d’accordo con Hurst, un basso contenuto di THC nei prodotti medici a base di canapa, per i pazienti che soffrono di disturbo da deficit dell’attenzione, darà un effetto migliore che un prodotto con solo CBD.

“La combinazione di più cannabinoidi è la chiave, non dobbiamo fossilizzarci sull’utilizzo dei cannabinoidi isolati” – dice Bearman

Bearman suggerisce di prendere dai 2,5 ai 5 mg di CBD 2/3 vlte al giorno per chi soffre di ADHD. “Eventualmente si può anche raddoppiare la dose se si vuole”. Spiega anche che il sistema endocannabinoide di ognuno di noi è diverso, e che quindi “non esiste un dosaggio universale che vada bene per tutti”, ma un olio al CBD e THC con rapporto 1:1 è sicuramente un buon punto di partenza per capire il dosaggio giusto per noi.

 

Il CBD può guarire l’ADHD

Ora che Hurst ha trovato qualcosa che funziona davvero contro il suo disturbo, vuole tornare ad essere la persona che non è mai stata fin ora. Ha recentemente ricominciato a scrivere, trasmette un podcast incentrato sulla cannabis chiamato The Burning Bush, ed è anche diventato istruttore di yoga certificato. Il suo obiettivo, ora, è quello di iniziare a fare lezioni di recupero dai traumi, con metodi che si basino sulle piante mediche, il movimento fisico ed eventualmente anche la psilocibina e l’ayahuasca. Così da aiutare le persone in difficoltà a riprendere possesso della propria vita.

“Perché non puoi insegnare alle persone cosa stanno sbagliando, puoi solo aiutarle a fare in modo di capirlo da sole”

 

 

 

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[ Articolo in lingua originale scritto da Michelle Janikian, consultabile a questo link. Tradotto e riadattato da Giacomo, CbWeed shop – Modena ]