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A proposito di cannabis terapeutica, si sente spesso parlare di effetto entourage.
Ma cos’è veramente? Alcuni sostengono che sia una trovata di marketing, altri che sia una realtà indiscutibile.
Andiamoci a fondo e capiamolo insieme !

canapa terapeutica: effetto entourage

 

La cannabis è una pianta infinitamente complessa e piena di particolarità tutte da scoprire.
Ha al suo interno più di 400 composti chimici – solo una parte è conosciuta ufficialmente, e di quelli conosciuti, ne sono stati studiati solo alcuni. Questi composti danno alla cannabis il suo sapore, aroma, odore, e aspetto. Determinano il tipo di effetto terapeutico di ogni singola varietà, e anche il famoso effetto entourage.

Spesso si ricevono informazioni confuse a proposito dell’effetto entourage. Questo è dovuto anche al fatto che molte aziende lo usano come mezzo di marketing, per descrivere le differenze tra gli effetti psicotropi di piante diverse(le cui infiorescenze vengono vendute), ma l’effetto entourage in realtà, ha le sue radici nella pratica della medicina vegetale intera.

Il concetto di base è che i composti chimici presenti nelle piante medicinali lavorano insieme per far si che quelle piante offrano una terapia migliore e completa.

Molti sostengono che consumare l’intera pianta sia meglio, per il paziente, che consumare l’estrazione di una singola sostanza chimica della stessa pianta. Pratica standard della medicina moderna invece, è l’assunzione della singola sostanza estratta chimicamente.

Il termine effetto entourage è stato introdotto per la prima volta nel lessico della cannabis, in un articolo pubblicato nel 1999 da Rafael Mechoulam, il chimico Israeliano che per primo ha scoperto il THC come principale componente psicoattivo della cannabis.

Nel suo studio, Mechoulam e il suo collega Shimon Ben-Shabat, hanno esaminato le interazioni tra i composti nella pianta di cannabis, e hanno scoperto questo: alcuni cannabinoidi, che presi da soli non avevano nessun effetto, potevano essere usati per aiutare altri cannabinoidi presenti nella pianta a lavorare in maniera più efficace.

Per farla semplice, quando nel 2017, Chris Emerson (un chimico di Level Brands), ne parlò al Scientific American, descrisse l’effetto entourage come “la somma di tutte le parti che portano alla magia o al potere della cannabis”.

 

Quali sono i benefici della medicina vegetale intera?

canapa terapeutica: effetto entourage

 

A livello più elementare, i benefici dell’effetto entourage possono essere capiti nei termini dei composti più noti: THC e CBD. Questi composti hanno una relazione inversa, il che vuol dire che maggiore è la concentrazione di THC in un determinato ceppo, minore sarà quella del CBD.

Il THC e il CBD hanno anche un altro effetto reciproco che si manifesta nel momento in cui si utilizza la pianta.
Laddove il THC causerà un aumento dell’effetto psicotropo, causa anche di ansia e paranoie, il CBD aiuterà a mitigare questi effetti spiacevoli con il suo effetto fisico rilassante e “morbido”.

Tutto ciò dipende da come queste sostanze chimiche reagiscono a livello molecolare. In uno studio del 2011 pubblicato sul British Journal of Pharmacology, i chimici hanno trovato interazioni simili anche tra cannabinoidi come il THC e i terpeni, ovvero le molecole che danno alla cannabis il suo sapore e odore(diverso per ogni varietà).

I ricercatori hanno scoperto che un terpene, il linalolo, combinato con un cannabinoide(in questo caso il CBD), poteva essere usato come un efficacissimo farmaco anti-ansia. Dall’altra parte, dalla combinazione del linalolo con il THC veniva fuori un potente sedativo.
L’alpha-pinene(un altro terpene) combinato con il THC, aiuta a trattenere l’acetilcolina, una molecola che aiuta la ritenzione della memoria e che può aiutare a mitigare la perdita di memoria a breve termine causata dallo stesso THC.

In un certo senso, i cannabinoidi isolati possono essere considerati una medicina con un piccolo elenco di effetti collaterali lievi.
Questi effetti collaterali possono essere mitigati o potenziati nel momento in cui vengono associati ad altri composti chimici naturalmente presenti nella pianta di canapa.

Nonostante questi studi lascino intendere risultati promettenti per il futuro dell’effetto entourage, saranno comunque necessarie altre ricerche per dare notizie scientifiche sicure a riguardo.
Serviranno soprattutto ricerche che richiedano sperimentazioni cliniche su pazienti umani, in cui verranno testati i farmaci. Cosa che ancora non si è riuscita a fare a causa del proibizionismo.

A causa di questa mancanza di ricerche cliniche sull’argomento, si sono create correnti di pensiero che tendono a smentire l’esistenza dell’effetto entourage.
Uno studio condotto nel 2013 dalla neurobiologa Margaret Haney (Columbia University), ha testato gli effetti della marijuana fumata comparati agli effetti del THC sintetico, scoprendo che non vi sono differenze negli effetti.
Lo studio ha scoperto che in “condizioni controllate, la marijuana e il dronabinol (la variante sterochimica del THC) hanno diminuito il dolore.
Il dronabinol produce una riduzione della sensibilità al dolore che dura più a lungo, e con meno effetti collaterali legati all’abuso, rispetto alla marijuana.”

E’ per questa ragione che ricercatori come Haney credono che l’effetto entourage sia un mito creato dai venditori di cannabis per aumentare i ricavi.

Resta il fatto che quando ai pazienti viene chiesto quale terapia preferiscono, spesso rispondono che preferiscono quella derivata dalla pianta intera.
In uno studio condotto nel 2013, dalla società Olandese di cannabis terapeutica Bedrocan BV, è emerso che quasi tutti i pazienti preferiscono le terapie che si basano sull’intera pianta piuttosto che quelle che si basano sui cannabinoidi isolati.

 

Effetto entourage: Perché ci sono così tante medicine contenenti solo CBD?

 

Le medicine con solo THC o CBD isolati, spesso contengono le versioni sintetiche di questi cannabinoidi che si trovano nella pianta.
Sono una combinazione chimica identica ai composti originali della cannabis, ma questi ultimi sono stati isolati dal resto dei componenti che compongono l’intera pianta.

Versioni farmaceutiche del THC possono essere trovate sotto il nome di Marinol (dronabinol) e Cesamet (Nabilone – derivato sintetico del THC). Mentre, il primo farmaco che contiene sia THC che CBD, è stato recentemente approvato dalla FDA (Food and Drug Amministration) nel 2018, e si chiama Sativex.

Il motivo per cui il CBD e il THC sono isolati in questi farmaci clinicamente provati, è in gran parte dovuto agli standard normativi che circondano la medicina moderna. In pratica, i composti isolati sono molto più semplici da dosare misurare e tracciare rispetto ad un composto che si trova naturalmente in una pianta.

I medicinali approvati dalla FDA devono essere standardizzati, il che significa che ogni dose deve contenere una precisissima quantità d THC, cosa molto difficile da garantire se parliamo di cannabis fumata. Quest’ultima, infatti, viene generalmente venduta indicando una percentuale di THC approssimativa piuttosto che una quantità esatta.

Stesso discorso vale per la cannabis light in Italia, e il relativo olio al CBD.

Un’altra cosa che al FDA non piace, è l’incertezza di avere altri composti chimici (come i terpeni) nelle loro medicine approvate, senza sapere esattamente che tipo di effetti potrebbero avere sul corpo umano.
Dopo tutto, una singola sostanza chimica è più facile da controllare se la paragoniamo a più di 400 contenute nell’intera pianta.

Un buon esempio di una pianta che è stata ridotta ad un singolo composto, inizialmente visto come una medicina rivoluzionaria, e ora come medicina ordinaria, è quello dell’aspirina.

Quando il principale composto medico dell’aspirina fu scoperto (alla fine del XIX secolo), fu uno tra i primi farmaci moderni ad essere isolato nel suo ingrediente medicinale più basilare.
Felix Hoffmann, un chimico della società farmaceutica tedesca Bayer, prima di tutto aveva sintetizzato ciò che conosciamo come aspirina sotto forma acido acetilsalicilico, per curare i dolori articolari di suo padre. Ma la parola “aspirina” deriva dalla parola latina Spiraea, che è una famiglia di piante che producono naturalmente l’ingrediente principale dell’aspirina, lo stesso che puo essere trovato negli alberi di Salice, Gelsomino, Trifoglio e una varietà di altre piante.

Come scritto nel libro Aspirin: The Remarkable Story of a Wonder Drug, gli antichi Egizi usavano questo medicinale sotto forma di corteccia di salice, con effetti molto simili che non richiedevano la distillazione della pianta in una pillola.

Conosci qualcuno che ha avuto a che fare con farmaci a base di cannabis, e che ti ha potuto fornire prove a riguardo dell’efficacia dell’effetto entourage?
Faccelo sapere nei commenti o sui nostri social : CbWeed Shop – Modena

 

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[Articolo in lingua originale scritto da Nick Gray, consultabile a questo link, fotografie a cura di Gorgia Love. Articolo tradotto e riadattato da Giacomo, CbWeed shop – Modena]

 

[Questo articolo (come tutti gli altri in questo blog) è a solo scopo informativo, non intende in alcun modo incitare all’uso di sostanze stupefacenti. L’azienda non è responsabile dell’utilizzo che l’utente finale farà di queste informazioni ne della loro divulgazione attraverso canali che non sono strettamente legati al negozio CbWeed Shop – Modena .
La cannabis in Italia è legale solo sotto prescrizione medica – il THC è nella tabella delle sostanze considerate droganti.]